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Smart Mirror, lo specchio intelligente di Amazon

Secondo quanto riportato nel report “Total Retail 2017” realizzato da PwC e accessibile qui  gli italiani preferiscono acquistare in negozio piuttosto che online, anche perché gradiscono la possibilità di interagire con il personale di vendita. Apprezzano però la presenza di informazioni dettagliate ed esaustive sui prodotti, nonché la possibilità di disporre di offerte mirate e coerenti con i propri gusti personali.

La maggioranza dei consumatori (il 65% del campione), inoltre, vorrebbe poter controllare rapidamente la disponibilità di un prodotto in un altro negozio o online, il 57% vorrebbe poter visualizzare su schermo e ordinare una gamma estesa di prodotti presso il punto vendita mentre il 53% desidera un ambiente invitante.

Molti retailer italiani sembrano aver compreso il bisogno di creare nuove esperienze di acquisto in grado di gratificare e soddisfare la clientela: il 37% dei retailer intervistati afferma che la sua impresa sta pianificando di aumentare gli investimenti per espandere o creare nuove esperienze d’acquisto in negozio, seguiti dagli investimenti in social media (31%) e nei sistemi di CRM (31%).

Amazon, dal canto suo, ha capito perfettamente l’importanza dell’esperienza in store, tanto che, nonostante il suo core business sia l’e-commerce, da un po’ di tempo a questa parte si è attivata proattivamente anche nella definizione di strategie e tecnologie offline (vedi, ad esempio, Amazon Go).

 

Lo Smart Mirror di Amazon

Smart Mirror è lo specchio tecnologico brevettato da Amazon che, oltre a offrire la possibilità di specchiarsi, consente, anche, di simulare virtualmente i capi di abbigliamento come se si stessero indossando.

La realizzazione di tale specchio è resa possibile dall’uso integrato di fotocamere e realtà aumentata. Tale disciplina rientra tra le competenze di Amazon dal 2017, quando il colosso dell’e-commerce ha acquisito Body Labs, una società di computer vision che ha messo a punto un software di intelligenza artificiale in grado di creare modelli 3D di corpi in movimento, vestibili con abiti virtuali in grado di adattarsi ai movimenti dei modelli umani 3D (vedi il video in questo articolo).

Il device, inoltre, è in grado di simulare il contesto di utilizzo dei capi di abbigliamento che si sta provando virtualmente, in modo che il cliente possa farsi un’idea realistica di come stia con un determinato outfit e se tale stile sia adatto o meno al contesto.

Se configurato adeguatamente, inoltre, Smart Mirror offre informazioni aggiuntive riguardo ai capi indossati virtualmente: fornisce le recensioni e i commenti rilasciati dagli altri utenti, consiglia altri capi da abbinare e/o informa sugli ultimi trend e stili del momento.

Inoltre consente di acquistare e pagare online i capi provati, funzionalità utile soprattutto qualora tali prodotti non fossero disponili direttamente in store e nella taglia desiderata.

 

 

Il camerino interattivo non è una novità

L’idea di ibridare l’esperienza di acquisto online e in store non è una prerogativa di Amazon: molte aziende si stanno muovendo in tale direzione.

 

Oltre alle preferenze espresse direttamente dall’utenza (come si evince dalla ricerca descritta all’inizio di questo articolo), ciò che sta guidando le grandi multinazionali verso l’integrazione tra offline e online è anche il fatto che tale strategia consente di ridurre drasticamente la quantità di resi: se posso provare (realmente o virtualmente) un prodotto e se, in caso di assenza in store di tale capo nella mia taglia posso ordinarlo online, più facilmente sarò pienamente soddisfatto del mio acquisto ed esso risulterà effettivamente conforme ai miei bisogni/desiderata.

 

 

In conclusione i consumatori tendenzialmente preferiscono l’esperienza in store a quella online, ma non sono del tutto soddisfatti del servizio che trovano ad oggi. Ecco perché nella fase iniziale, quella della ricerca del prodotto da acquistare, si affidano quasi esclusivamente al web.

Una soluzione potrebbe essere quella di ridisegnare i negozi in modo che siano più simili a degli showroom in cui i prodotti vengono valorizzati e comunicati al meglio e dove l’esperienza di acquisto e di prova dei capi è aumentata grazie all’uso della tecnologia.

 

 

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