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La Tv 3D è morta?

Paolo Sandri, direttore del settore home entertainment di LG Electronics Italia ha dichiarato: «Il 3D non sembra più un elemento in grado di spingere il consumatore all’acquisto. Fino a pochi anni fa, nei negozi c’era la coda di chi voleva provare questa tecnologia: oggi non è più così. Per questo abbiamo ridotto anche noi la sua presenza nei nuovi prodotti». In che misura? «Il 3D è rimasto più o meno nel venti per cento dei nuovi modelli. Ma solo in quelli di gamma top, destinati al pubblico di fascia alta».

Danny Tack, responsabile product strategy and planning di TP Vision (l’azienda che produce e distribuisce i televisori Philips in Europa) già nel 2016 era ben più fatalista: «La tv 3D è morta. Non si producono programmi in 3D, nessuno vuole il 3D. È una tecnologia che complica solo le cose e che non risponde ad alcun bisogno del consumatore».

 

Qual è la causa di questo fallimento?

Una delle problematiche è da ricercarsi sicuramente nella quantità ridotta di programmi disponibili nel formato 3D. Come Paolo Sandri ha dichiarato a Wired: «I produttori sono stati rapidi a sviluppare una tecnologia che interessava il pubblico, ma – a parte qualche rara eccezione, come Sky – i broadcaster non lo sono stati altrettanto nel realizzare i contenuti».

Per quanto riguarda il pubblico, però, il vero ostacolo risiede nell’obbligo di usare gli occhiali per la fruizione del 3D: questa tecnologia ha reso immediatamente più complicata un’abitudine che per l’utente era semplice, immediata e rilassante. Per molte persone, infatti, la tv è qualcosa che rimane sullo sfondo mentre si cucina, si conversa o si naviga su Internet da un device mobile; non è un mezzo che richiede un’immersione completa, come il cinema. Il 3d, al contrario, non si adatta bene a “stare sullo sfondo” essendo una tecnologia immersiva.

Per la stessa ragione anche l’impiego di visori (Oculus Rift, Samsung Gear VR, HTC Vive e Playstation VR) se ben funziona nell’ambito dei videogiochi, nel caso di integrazione con i programmi tv potrebbe non essere accettato dagli utenti con la stessa facilità.

Le aziende produttrici di televisori sembrano aver imparato la lezione del 3D e si stanno concentrando su altre direzioni, legate al miglioramento di una fruizione più tradizionale. La nuova “parola chiave” è diventata OLED.

 

Cosa sono gli OLED?

La tecnologia OLED (acronimo di Organic Light Emitting Diode) è in grado di realizzare pannelli a colori in cui ogni pixel è in grado di emettere luce autonomamente, dando all’OLED la capacità di creare il nero perfetto e ottenere quindi un rapporto di contrasto infinito.

I vecchi schermi LCD facevano sbiadire i colori scuri illuminando i pixel che sarebbero dovuti restare spenti. Al contrario i nuovi display OLED, non richiedendo retroilluminazione, sono in grado di accendere e spegnere ogni singolo pixel a seconda delle esigenze, creando un’immagine dai colori brillanti e nitidi, con un incredibile dettaglio realistico. In più, l’assenza di un apparato retroilluminante permette di realizzare display sottilissimi.

 

Pro e contro della tecnologia OLED

La tecnologia OLED ha grandi vantaggi, ma presenta anche alcuni svantaggi. Tra i punti a favore si annoverano soprattutto la leggerezza e flessibilità, l’ampio angolo di visione, l’ottimo contrasto, la saturazione dei colori.

I maggiori limiti di questa tecnologia sono il costo elevato del processo produttivo, la durata operativa inferiore ai display LCD, la luminosità massima inferiore e il consumo molto elevato (se comparato a un normale pannello LCD).

Gli OLED pieghevoli

Già nel 2016 al Display Week di San Francisco era stata presentato un display OLED pieghevole da 5.7 pollici, considerato la base per futuri smartphone (ma non solo) che siano davvero flessibili e pronti a cambiar forma.

Questo sottilissimo display ha uno spessore di solo 0.3 mm e un peso di 5g. È così pieghevole da essere avvolto per entrare in un tubo con diametro di 10mm.

 

 

In questo scenario Samsung promette che già nel secondo trimestre del 2018 potrebbe includere tra le sue prossime linee di produzione, i primi display OLED pieghevoli ad altissima risoluzione.  Staremo a vedere, ma personalmente non vedo l’ora!

 

 

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