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Cos’è il proximity marketing (o marketing di prossimità)?

Il proximity marketing (o marketing di prossimità) è una tecnica di marketing che consente di promuovere la vendita di prodotti e servizi “nel posto giusto e al momento giusto”, sfruttando la posizione dell’utente e comunicando direttamente con il suo smartphone o con i device tecnologici che si trovano accanto a lui.

Nel proximity marketing il messaggio pubblicitario è diretto, preciso ed estremamente geolocalizzato. Questa tecnica di marketing, infatti, non agisce su un target di utenti ben definito, bensì sugli individui che si trovano in una determinata area e che sono in prossimità di un dispositivo attraverso il quale sia possibile instaurare una comunicazione.

Si potrebbe affermare, in modo azzardato, che il marketing di prossimità sia una versione moderna, tecnologica ed evoluta di volantinaggio; sebbene il messaggio pubblicitario, rispetto alla versione cartacea, sia decisamente più efficace perché personalizzabile, digitale e interattivo.

 

Fonte immagine: Vetroattivo (www.vetroattivo.it )

 

Perchè quando si parla di proximity marketing si parla sempre di Beacon?

Oggi i Beacon sono considerati la nuova frontiera del “marketing di prossimità”: vengono utilizzati nei negozi per comunicare al cliente le ultime offerte, mostrargli le schede tecniche dei prodotti presenti nel punto vendita e i commenti di chi li ha già utilizzati.

Come ha dichiarato Gianfranco Fedele (Responsabile del reparto di Ricerca e Sviluppo di Insem SpA, società leader nel digital marketing) in un’intervista a La Stampa: «è come avere un assistente personale proattivo, che in automatico ci fornisce tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno».

Negli Stati Uniti, l’uso dei Beacon è già molto sviluppato. «Sono stati impiegati, per esempio, nella promozione del film dei “Minions”», racconta ancora Fedele. «I cartelloni pubblicitari della pellicola affissi sui mezzi pubblici si connettevano tramite beacon ai cellulari di chi era sul bus per mostrare il trailer».

 

Cosa sono i Beacon e come funzionano?

I Beacon sono trasmettitori radio a bassa potenza che sfruttano la tecnologia Bluetooth per monitorare la presenza – fino a un raggio medio di 50 metri – di dispositivi mobili e, quando possibile, dialogare con essi.

Il Beacon, di fatto, genera una rete wireless Bluetooth, consentendo ai dispositivi di trasmettere e ricevere piccoli messaggi entro brevi distanze.

In poche parole, il sistema consiste in due parti: un trasmettitore (un dispositivo beacon) e un ricevitore (una app per smartphone).

Grazie all’impiego dell’ultima generazione del protocollo di trasferimento dati, chiamato Bluetooth Low Energy (BLE), il Beacon si collega automaticamente ad uno smartphone nelle vicinanze, a patto che quest’ultimo abbia attivato il Bluetooth e installata la specifica applicazione per il fornitore del servizio.

Il trasmettitore, dal canto suo, non fa nient’altro che inviare ripetutamente e continuamente un determinato messaggio ogni frazione di secondo.

Questo scenario comporta che, non appena un dispositivo ricevitore entra nell’area di influenza del trasmettitore, viene stabilita la connessione e inviato il messaggio.

Il Beacon consente anche di geolocalizzare l’utente all’interno di un locale chiuso, tracciandone la precisa posizione e i relativi spostamenti.

 

Le possibili applicazioni del proximity marketing

Una delle principali applicazioni dei Beacon e del marketing di prossimità è l’ambito museale. Nei musei i Beacon fungono da “guide hi-tech”, raccontando, attraverso lo smartphone, la storia e delle opere vicino a cui ci si trova, il contesto socio-culturale nel quale sono state realizzate e i dettagli tecnici.

Il settore “principe” per l’applicazione del proximity marketing è il retail: grazie all’interazione tra i Beacon e un’apposita applicazione mobile studiata ad hoc, il punto vendita diventa interattivo e “autosufficiente”, offrendo la possibilità di accedere a contenuti di approfondimento su ciascun prodotto, schede tecniche e suggerimenti di prodotti correlati, venendo in ausilio degli addetti vendita nei momenti di sovraffollamento. Sempre sfruttando i Beacon in ambito retail, è possibile proporre attività di couponing e voucher promozionali in prossimità dello store.

Grazie alla rilevazione di presenza e prossimità, sarà possibile conoscere i comportamenti degli utenti profilati anche qual ora non effettuino acquisti. Oltre alla presenza, sarà possibile rilevare i tempi di permanenza, la frequenza e incrociare successivamente i dati di acquisto. Il tutto, in tempo reale.

In conclusione ecco il parere di Giuliano Caldiroli, CEO di Vetroattivo, società leader nella progettazione e realizzazione “sartoriale” di totem interattivi e servizi di comunicazione visiva multimediale: «I Beacon rappresentano una strategia di promozione non invasiva e questo è un grande vantaggio. Troppo spesso, infatti, il cliente viene vessato dai messaggi pubblicitari, cosa che lo incentiva a disinstallare la app del brand o a cancellarsi dalla newsletter.

Da soli, però, i Beacon non servono a nulla. La loro presenza deve rientrare in un progetto di promozione più vasto».

 

 

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