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La prima pelle sintetica interattiva

È stata realizzata una pelle per la realtà virtuale che, grazie alla connessione wireless, trasmette vibrazioni meccaniche e potrà essere utilizzata per percepire le sensazioni tattili a distanza. Ma quali utilizzi avrà?

Potrà essere impiegato ad esempio per “aumentare” l’esperienza dei videogiochi o per potenziare e rendere più realistiche le protesi.

Descritta su Nature, è stata messa a punto dal gruppo della Northwestern University coordinato da John Rogers. «È un risultato dalle prospettive molto interessanti, ottenuto sotto la guida di uno dei principali scienziati e tecnologi al mondo sul tema dell’elettronica indossabile», dice all’ANSA Calogero Oddo, dell’Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

Staremo a vedere cosa ci si prospetterà in futuro!

Ma come funziona questa pelle sintetica interattiva?

Il dispositivo ottenuto dai ricercatori è un foglio elettronico fatto di un materiale plastico morbido e leggero che aderisce alla pelle e si conforma alla forma del corpo. Contiene una serie di componenti meccanici (attuatori) che convertono l’energia elettrica in vibrazioni e che sono alimentati in modalità wireless, grazie a un’antenna. In questo modo si evitano cavi o batterie interne che rendono ingombranti gli altri sistemi indossabili ottenuti finora.

«L’elemento molto innovativo della tecnologia – osserva Oddo – è che è flessibile e adattabile all’arto che la indossa. Penso, per esempio, a una persona che ha perso un braccio e che ha una protesi robotica: l’arto residuo può essere rivestito di questa pelle, in modo che, quando la protesi robotica tocca un oggetto, le invia degli impulsi, permettendo a chi la indossa, di percepire la forma dell’oggetto».

Gli strati sottilissimi che costituiscono la pelle elettronica (fonte: Northwestern University)

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