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“La prossima volta che hai sete bevi un annuncio!”

Nel 2015 CocaCola insieme a Ogilvy & Mather è riuscita a creare la prima campagna pubblicitaria bevibile mai creata, realizzata per la sponsorizzazione della CocaCola Zero.

 

Ma come funziona?

Utilizzando Shazam durante la messa in onda dello spot (in radio, in tv o in prossimità di un billboard interattivo con il video pubblicitario), sulla schermata degli smartphone appare un bicchiere vuoto di CocaCola che progressivamente durante lo spot si riempie. Ogni bicchiere virtuale riempito dà diritto a un vero bicchiere di CocaCola Zero ritirabile gratuitamente in tutti gli store CocaCola degli Stati Uniti.

 

 

Ecco un ottimo esempio di marketing esperienziale!

Ma in cosa consiste il marketing esperienziale? La logica è: non ti vendo solo il prodotto, ma anche l’esperienza che ne deriva.

In un mercato sempre più saturo, in cui i prodotti sono sempre più simili e in cui il consumatore è sempre più evoluto e meno fedele alla marca, le aziende hanno la necessità di spostare l’attenzione del consumatore su altri elementi, come l’esperienza di consumo.

Il focus passa, perciò, da un’economia di prodotto ad un’economia basata sull’esperienza. Ecco perché marketing esperienziale si basa più sulle esperienze di consumo che sul valore d’uso dei prodotti.

A causa del fatto che oggi il consumatore non acquista solo il prodotto o servizio, ma acquista anche l’esperienza che ne può trarre, diventa sempre più importante la personalizzazione dell’offerta e l’instaurazione di una relazione con il cliente.

 

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