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Hakanaï è una performance coreografica a cavallo tra danza e informatica: utilizzando le tecniche di grafica computerizzata più all’avanguardia è stato realizzato un ambiente virtuale con cui la danzatrice interagisce.

Perché Hakanaï?

Nella lingua giapponese, Hakanaï definisce ciò che è non permanente, fragile, effimero, transitorio, tra sogno e realtà. Una parola antica che evoca un materiale sfuggente associato con la condizione umana e la sua incertezza, ma anche associata con la natura. Si scrive combinando due ideogrammi, quello che significa l’uomo e quello che designa il sogno. Un legame simbolico che è il punto di partenza di questa partitura per una ballerina che incontra delle immagini, dando vita a uno spazio ai margini dell’immaginario e del reale.

Le immagini sono animate in diretta, secondo schemi fisici di movimento, al ritmo di una creazione sonora anch’essa eseguita dal vivo. Dopo l’esecuzione, rimane una installazione aperta agli spettatori.

 

 

 

In cosa consiste Hakanaï?

Hakanaï è stato progettato e realizzato Adrien Mondot, artista multidisciplinare nonché programmatore e da Claire Bardainne, artista, scenografa e designer. Attivi fin dal 2004 i due assieme spaziano dall’installazione, ai laboratori, al cabaret, a spettacoli dove reinventano ogni volta la relazione tra realtà virtuale e fisicità.

All’apparenza un solo coreografico, “Hakanaï” è effettivamente un dialogo ad alto tasso spettacolare tra una danzatrice e la scenografia digitale che la circonda: una serie di immagini, proiettate in un quadrato di tulle bianco dove si articola un panorama in continua trasformazione, onirico e virtuale, che reagisce a ogni movimento, come animato da una sua volontà che è al tempo stesso la proiezione di quella dell’interprete. Anamorfosi e metamorfosi, forme astratte e brandelli di paesaggio, superfici e corpo danzante, s’intrecciano infrangendo la barriera che rende una scenografia decorativa per creare una danza che forma e dà vita allo spazio.

Cos’è il video mapping?

Il video mapping è una nuova frontiera dell’arte e della tecnologia che consiste nel proiettare animazioni su superfici piatte o strutture più complesse come poligoni o addirittura edifici. Grazie a questa tecnica è possibile ottenere incredibili scenografie o realizzare veri e propri spettacoli digitali in 3D.
Il video mapping è, perciò, una tecnica di animazione che trasforma qualsiasi tipo di superficie in un display.

Il vantaggio del video mapping è che consente di creare situazioni altamente immersive, estremamente coinvolgenti e realistiche.

 

 

 

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