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La Realtà aumentata vs Realtà diminuita

Tutti abbiamo sentito parlare di realtà aumentata: è una tecnologia che aggiunge livelli informativi all’esperienza reale. Ma perché non pensare al contrario? L’idea è quella di sfruttare la tecnologia digitale non per aggiungere elementi informativi, multimediali e virtuali alla realtà; bensì eliminando elementi reali in modo virtuale. Ecco come è nato il concetto di “Realtà diminuita”, nato all’Ilmenau University of Technology in Germania.

 

A cosa serve la Realtà diminuita?

Grazie alla realtà diminuita noi possiamo eliminare un oggetto durante una ripresa video, oppure togliere una qualsiasi informazione riguardante la realtà e non farla visualizzare (come una scritta, un’insegna luminosa, una pubblicità).

Le applicazioni più note di questa tecnologia sono legate al mondo della cinematografia. Infatti la tecnologia della realtà diminuita consente di modificare le sequenze dei film rimuovendo fili e imbracature che gli attori usano quando vengono girate scene d’azione.

 

Come funziona la Realtà diminuita?

Ma come funziona? Durante l’acquisizione dell’immagine, la qualità della porzione del fotogramma che contiene l’oggetto da eliminare viene diminuita di molto; poi tramite un processo di ri-campionamento dei pixel (simile al timbro clone di Photoshop) viene eliminato l’oggetto e, in seguito, la qualità viene ripristinata restituendo l’immagine nella qualità originaria ma senza l’oggetto. Tutto il procedimento avviene in soli 40 millisecondi.

Al momento è già stato realizzato dai ricercatori dell’università Technische Universitä di Tuilmeneau in Germania un framework compatibile solo con il sistema operativo Windows, ma a breve verrà realizzato anche per Android.

Naturalmente è una tecnologia ancora sperimentale e da perfezionare ma già ora che è solo agli esordi sembra essere già parecchio promettente! Chissà se un giorno la vedremo implementata sui nostri dispositivi!

 

Perché la Realtà diminuita è interessante per il settore del retail e quali potenzialità ha?

Oggigiorno molti noti marchi di vendita al dettaglio come Wayfair, IKEA e Anthropologie stanno ottenendo risultati promettenti in ambito realtà aumentata. Ad esempio IKEA ha messo a punto una app (IKEA Place) tramite cui è possibile proiettare virtualmente in un ambiente un prodotto Ikea per vedere che effetto farebbe nella stanza.

Pensate a che vantaggi comporterebbe l’integrazione della Realtà diminuita e della Realtà aumentata in questi settori!

Riprendendo l’esempio della app di IKEA, l’integrazione di queste due tecnologie (una che cancella virtualmente degli oggetti e una che li proietta nello spazio) comporterebbe che l’utente possa sostituire virtualmente l’arredamento di una stanza con prodotti IKEA, per vedere che effetto farebbe.

Ma gli ambiti di intervento dell’integrazione tra Realtà diminuita e Realtà aumentata non finiscono qua! Basti pensare a una clinica di chirurgia estetica: si potrebbe mettere a punto un software che, inquadrando il proprio corpo con una fotocamera, dapprima prima cancelli l’elemento che noi vogliamo ricostruire tramite un intervento di chirurgia estetica e, poi, simuli l’effetto di tale intervento permettendoci di visualizzare il possibile risultato.

Oppure ancora tramite l’integrazione di Realtà aumentata e diminuita un brand potrebbe pensare a un’applicazione di personalizzazione dei propri prodotti: all’utente basterebbe cancellare i dettagli che non lo convincono e aggiungerne di nuovi.

Insomma la Realtà diminuita di per sé forse ha delle potenzialità piuttosto limitate, ma, se integrata con la Realtà aumentata potrebbe aprire a scenari davvero molto interessanti, soprattutto in ambito retail e per chi ha un po’ di fantasia e lungimiranza!

 

 

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