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Un alleato prezioso messo in campo dalla Cina

La Cina ha messo in campo un potente alleato nella lotta al Corona Virus (COVID-19), ovvero la tecnologia.

Oltre un mese fa, infatti, Xi Jinping, leader della Repubblica Popolare Cinese, ha lanciato un appello alle aziende tecnologiche del Paese (Alibaba, Baidu e Tencent) perché mettessero in campo le loro migliori innovazioni contro l’epidemia: Big Data, Intelligenza Artificiale, robotica e device connessi. Il risultato?

Maggiore efficienza ed efficacia nella sorveglianza

Grazie ad applicazioni che utilizzano i Big Data, il governo ha potuto intensificare il suo sistema di sorveglianza, che vanta circa 200 milioni di telecamere di sicurezza installate in tutto il Paese, adattandolo perché venisse impiegato per far rispettare la quarantena ai pazienti infetti e per mappare i movimenti del virus.

Sono state installate più “telecamere intelligenti”, in grado di intercettare le persone che non indossano una mascherina, ma anche di effettuare una scansione termica in real time, così da individuare eventuali casi di febbre.

SenseTime, una delle principali società di intelligenza artificiale in Cina, ha reso noto che il suo software di rilevamento della temperatura “contactless” è stato implementato nelle stazioni della metropolitana, nelle scuole e nei centri pubblici di Pechino, Shanghai e Shenzhen. La stessa società ha inoltre sviluppato una piattaforma in grado di riconoscere i volti con un margine di errore basso, anche se i cittadini scansionati indossano le mascherine.

Diagnosi rapida e precisa dei casi positivi al COVID-19

Alibaba Damo Academy (uno spin off di Alibaba dedicato alla ricerca) ha reso noto di aver sviluppato un nuovo sistema di diagnosi basata sull’intelligenza artificiale che promette di rilevare – tramite scansioni tomografiche computerizzate (cioè TAC) – nuovi casi di coronavirus con un tasso di accuratezza fino al 96%. Il tutto abbattendo i tempi d’attesa dei tradizionali tamponi.

I ricercatori cinesi hanno addestrato il modello di intelligenza artificiale con dati campione provenienti da oltre 5.000 casi confermati di infezione da COVID-19. E ora hanno un sistema in grado di identificare le differenze tra i pazienti infetti dal nuovo virus e quelli con polmonite virale ordinaria con grande precisione.

Il nuovo strumento diagnostico è stato introdotto per la prima volta nell’ospedale di Qiboshan a Zhengzhou, nella provincia di Henan, per poi adottarlo anche in altri 100 ospedali nelle province di Hubei, Guangdong e Anhui.

Questo nuovo modo di diagnosticare il Coronavirus potrebbe alleviare la pressione sugli ospedali, in quanto il processo di riconoscimento dura più o meno 20 secondi, mentre solitamente un medico impiega fra i 5 e i 15 minuti per analizzare una TAC, con scansioni che a volte includono più di 300 immagini.

Una mappatura dei pazienti contagiati

Un’app chiamata Alipay Health Code (sviluppata dal colosso Alibaba) assegna ad ogni cittadino un colore: verde, giallo o rosso. Come un semaforo.

E questo indica chi può essere ammesso negli spazi pubblici, chi ha problemi di salute e chi deve rimanere a casa, in quarantena. L’app utilizza i big data in possesso alla Sanità cinese per identificare potenziali portatori di virus ed è stata adottata in oltre 200 città della Repubblica Popolare.

Anche Tencent, la holding che sta dietro alla popolare app di messaggistica WeChat (la più diffusa in Cina), ha lanciato una cosa simile basata su un codice QR. L’app si chiama “close contact detector” e avvisa gli utenti se entrano in contatto con un potenziale cittadino portatore di virus.

Il maggior operatore telefonico del Paese, China Mobile, ha condiviso con alcuni media i dati di spostamento dei suoi utenti affetti da virus: dal treno preso, fino alla metropolitana o al supermercato. E questo è servito a tracciare, in determinate città, le possibilità di contagio.

Chi ne fa le spese? La privacy della cittadinanza

La messa in campo della tecnologia sul fronte di combattimento al Corona Virus COVID-19 ha portato e sta portando sicuramente i suoi frutti. Ciononostante, rimangono pensanti dubbi sugli effetti – diretti e indiretti – che questa nuova massiccia raccolta di dati potrà avere sulla privacy dei cittadini cinesi.

Molte delle app menzionate, infatti, richiedono agli utenti di registrarsi con il loro nome, numero di identificazione nazionale e numero di telefono e attualmente non c’è grande trasparenza sul modo in cui il governo di Pechino sta gestendo questi dati personali e sensibili.

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