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Alimentazione e allergie. Qualche dato

Circa il 50% della popolazione italiana reputa di avere un’allergia o un’intolleranza e, nello specifico, ben il 20% circa è convinto di soffrire di un’allergia o intolleranza prettamente alimentare. In realtà, secondo quando ha denunciato la Federazione degli ordini dei medici, la percentuale reale degli allergici non supera il 4,5% negli adulti e il 10% dei bambini.

Reale o meno che sia l’allergia/intolleranza, il dato di fatto è che circa cinque milioni di italiani non consumano più glutine (e pensate come cresce il numero se a questi aggiungiamo anche chi non consuma lattosio o altri cibi!).

Per tutelare la salute dei consumatori, già dal 13 dicembre 2014 le informazioni relative agli allergeni dovrebbero essere rese disponibili ai consumatori da parte delle attività di somministrazione. Con una nota del 6 febbraio 2015, inoltre, il Ministero della Salute ha dato indicazioni in merito agli allergeni a ristoranti, mense, scuole, ospedali, servizio catering ed anche a chi somministra per mezzo di un veicolo o di un supporto fisso o mobile.

Tali informazioni possono essere riportate sui menù, su appositi registri o cartelli o ancora su altro sistema equivalente, anche tecnologico, da tenere bene in vista, così da consentire al consumatore di accedervi facilmente e liberamente.

E se il ristoratore non fornisce la lista degli allergeni? Arriva in aiuto Ally!

Ally è il dispositivo, disegnato da Imogen Adams, studente in Product Design Engineering presso la Brunel University.

Come funziona?

Si prende un piccolo campione di cibo e acqua, si immerge la striscia di prova nella miscela e si inserisce poi nella fessura di Ally. Tanto maggiore sarà la concentrazione di un determinato allergene in quell’alimento e tanto più il colore della striscia varierà acquisendo un’intensità maggiore.

A supporto del dispositivo, è stata creata anche un’app che riporta i risultati dei test e che può essere personalizzata con le caratteristiche dell’utente quali allergie specifiche e/o intolleranze. Inoltre, l’app permette di condividere i propri risultati e di lasciare recensioni ai ristoranti.

Come ha dichiarato lo stesso designer: “Volevo che il dispositivo fosse abbastanza piccolo da essere discreto, ma non così piccolo da rischiare di perderlo. Il design è semplice e minimalista e il device ha un solo pulsante, così da consentirne l’utilizzo il più intuitivo possibile”.

 

Fonte immagine: http://bit.ly/2wlsGbp

 

Migliorare la customer experience grazie all’infomazione sulle allergie alimentari

Dunque per locali e ristoranti è obbligatorio segnalare qualsiasi ingrediente che provochi allergie e/o intolleranze usato nella preparazione di un alimento e ancora presente nel prodotto finito.

Il modo più semplice per comunicare gli allergeni e i loro derivati è di farlo mediante un avviso scritto riportato nel menù, accanto ad ogni preparazione. Ma, visto che tanto è obbligatorio, tanto vale unire l’utile al dilettevole dotandosi di un menù dinamico, semplice da consultare, accattivante e, perché no, multilingua che fornisca all’utente tutte le informazioni di suo interesse, nonché lo ispiri raccontandogli al meglio le specialità del locale e il suo valore.

È su questi presupposti che Vetroattivo si è basato per realizzare la sua applicazione Touch Menu (per saperne di più consulta il sito web: http://www.vetroattivo.it/touch-menu/).

 

 

Per approfondire:

 

 

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